L’ultimo saluto. Racconto di un’esperienza coinvolgente.

Sara (il racconto è reale; i nomi sono di fantasia) è stata, per tutta la vita, una persona autentica, che con passione e grande disponibilità, si è prodigata per i bisogni dei più deboli e per la salvaguardia della natura. È così che, nel corso delle ultime ore della sua vita terrena, mentre un’équipe per le cure palliative le aumentava il livello di sedazione a fronte dell’intensificazione dei dolori, Cinzia, la sensibile figlia, inizia a prendere contatti con un’impresa funebre precedentemente scelta per sensibilità umana e per sobrietà del servizio. Poi contatta l’associazione di promozione sociale Oltrepassando

alla quale chiede di preparare un rito per un “ultimo saluto” presso il tempio crematorio della città. Gli operatori e i volontari di Oltrepassando, in dialogo con Cinzia, cercano di cogliere
Sara nelle sue caratteristiche essenziali, per preparare l’evento in una forma più personalizzata possibile, tale da favorire la familiarità del delicato, prezioso e prossimo momento di commiato.
Nel corso della notte arriva un messaggio alla Referente di Oltrepassando, che informa dell’avvenuta morte di Sara. Il suo passaggio è stato ben assistito dall’operatore sanitario presente e Cinzia ha amorevolmente accompagnato la sua mamma, standole accanto con amore.
Al mattino della domenica, prontamente, l’équipe di Oltrepassando si consulta, per mettere a punto il particolare intervento e per coordinarsi al meglio. Il tipo di “incontro personalizzato” viene confrontato anche sentendo Cinzia, onde essere certi dell’importante gradimento da parte della famiglia.
È il giorno del funerale, la partecipazione è notevole, Sara è piuttosto conosciuta nel mondo della solidarietà cittadina. Canzoni, messaggi, segni, la stessa omelia, parlano di lei ed a lei sono vicini, restituendo all’assemblea la sensazione della bellezza e dell’essenza sintetizzata della vita di Sara ed al contempo quella di una concreta unità tra i presenti ad essa accanto.Dopo gli abbracci, fuori dalla chiesa, con un gruppetto di parenti e amici stretti, si parte subito verso il Tempio crematorio. Giunti in loco, la bara di Sara viene posta al centro di un’apposita sala. I facilitatori di Oltrepassando invitano, liberamente ..., i dieci presenti, a porsi intorno alla salma di Sara e introducono il significato e la motivazione della canzone del cantautore scelto per iniziare insieme. La canzone è terminata e un facilitatore rimanda alla stretta connessione tra i contenuti ed alcuni aspetti profondi della vita di Sara. Di seguito introduce una poesia che è stata scelta per la passione che Sara ha avuto per la natura. È l’altra facilitatrice che la legge, ma è come fosse un messaggio che la stessa Sara sembra lasciare ai presenti.
Infine giunge il delicato momento del distacco dal corpo. Familiari ed intimi amici, di lì a poco, non lo vedranno mai più. Uno dei due facilitatori invita, sempre liberamente, a poter dire una parola o una breve frase, accompagnata da un gesto intimo prendendo possibilmente contatto con il feretro, espediente per avvicinare e “lasciare” il corpo di Sara. L’atmosfera è particolarmente raccolta e la musica soft che accompagna l’intensità dell’intimo momento facilita in ognuno la liberazione dei propri sentimenti più autentici. È così che, uno dopo l’altro, si susseguono parole, frasi, gesti e si liberano lacrime d’amore.
È il momento della “chiusura” di questo rituale di commiato particolarmente “espressivo”. Uno dei facilitatori invita a darsi la mano; è un gruppo di persone credenti e, allora, un Padre nostro ci sta a pennello. Altre volte, con gruppi più laici, quando tra loro c’è un rapporto significativo, può bastare il contatto a cerchio, il silenzio e il sottofondo musicale.
Nel distaccarsi, i più, baciano o accarezzano ancora la bara e nella pace, si apprestano lentamente verso l’uscita della sala. Nel parcheggio esterno si respira un clima intimo e sereno ed esprimendo profonda gratitudine nei confronti dei due facilitatori che hanno proposto questo prezioso momento, ci si saluta tutti con sentita cordialità. A distanza di qualche giorno la figlia Cinzia ribadisce, con un messaggio, la sensazione di armonia percepita dai facilitatori ringraziando ancora per l’opportunità preziosa di fermarsi... concedendosi il prezioso tempo per vivere in intimità il saluto alla madre.


Giovannimaria Brichetti